CENTRO DI RIABILITAZIONE PSICO-FISICA
PER IL MALATO ONCOLOGICO E, PRINCIPALMENTE, PER LE DONNE OPERATE AL SENO

 

Convegno "Così vicini, così lontani: il Cancro e la famiglia" - Mercoledì 27 maggio 2015

Marina era una giovane donna che ha lottato contro il cancro, ma che ha soprattutto scelto la Vita fino all’ultimo, in tutte le manifestazioni a lei più vicine. “Non abbiate paura di affrontare le difficoltà, di scoprire cose nuove, di mettervi in gioco. In una parola, di vivere” Marina amava ripetere queste parole ed era coraggiosa, trasparente e disponibile: così ce l’hanno descritta i suoi genitori ed il suo amico Alberto. Proprio i genitori di Marina hanno chiesto all’Associazione di promuovere un progetto in sua memoria che fosse d’aiuto anche ad altre persone, ad altre famiglie, per poter approfondire l’impatto che il cancro può avere all’interno dell’intero nucleo familiare, non solo sul paziente stesso.

Così vicini, così lontani” nasce grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, ente presso cui lavorava Marina e comprende un opuscolo con le testimonianze di diverse persone, che non sono state direttamente colpite dalla malattia, in qualità di pazienti, ma che l’hanno invece vissuta attraverso altri ruoli, approfondite dal punto di vista clinico da professionisti della nostra Associazione ed un convegno.

Il convegno si è svolto mercoledì 27 maggio nella Sala Convegni del Palazzo Monte di Pietà ed ha visto la partecipazione di un pubblico molto attento e coinvolto da un panel di relatori d'eccezione; sono infatti intervenuti la Dr.ssa Stefania Torelli, dell'Istituto Tumori Regina Elena di Roma, il Dr. Stefano Gastaldi, dell'Associazione Attivecomeprima Onlus di Milano, il Dr. Evelino Trevisan e la Dr.ssa Chiara Vitalone di Volontà di Vivere. La tavola rotonda - moderata dal Dr. Trevisan - ha visto la presenza del Prof. Pierfranco Conte e della Dr.ssa Vittorina Zagonel dello IOV di Padova, del Dr. Giovanni Carretta dell'Azienda Ospedaliera di Padova e del Dott. Adriano Fornasiero, Primario dell'Oncologia dell'Ospedale di Piove di Sacco.

Il resoconto della giornata è scaricabile qui.

Il pieghevole dell'evento è scaricabile qui.

 

 

Convegno “Tra efficacia ed efficienza nelle cure oncologiche quali sono i problemi? Quanto influiscono i tagli apportati alla Sanità sulla umanizzazione delle cure” - Lunedì 14 aprile 2014

Si può parlare ancora di efficienza ed efficacia della sanità e di umanizzazione delle cure? A questa domanda è stata al centro del convegno organizzato dall’Associazione Noi e il Cancro – Volontà di Vivere Onlus, in collaborazione con il Comune di Padova, che si è svolto lunedì 14 aprile all’Auditorium del Centro Culturale San Gaetano. Il Convegno nasce dalla constatazione che l’attuale crisi sta mettendo in difficoltà anche il sistema sanitario. Ogni giorno sentiamo parlare di riduzione del personale senza sostituzione, chiusura di ospedali, paletti al numero di interventi, farmaci generici e altre misure mirate più al risparmio che all’attenzione per il paziente. L’Associazione Noi e il cancro – Volontà di vivere, che opera in ambito oncologico, vastissimo per costi e numero di pazienti, chiede pertanto: quali possono essere le prospettive per il futuro? Dopo l’introduzione della Presidente Caterina Tanzella, rispondono Leonardo Padrin, presidente della V commissione regionale, Pier Franco Conte, direttore dell’Unità operativa Oncologia medica 2 dello Iov, e Gemma Martino, direttore “Metis Centro Studi Oncologia Formazione e Terapia” di Milano. Moderano questa prima parte dei lavori Adriano Fornasiero, primario di oncologia a Piove di Sacco, e Antonella Agnello, componente del Consiglio direttivo dell’Ordine dei Medici. I lavori sono proseguiti con la testimonianza della dottoressa Santa Costanzo, medico e paziente e del sociologo Renzo Scortegagna. Daniele Rodriguez, docente di Medicina legale all’Università di Padova, ha illustrato il processo decisionale nella pratica clinica. Ha concluso la giornata una tavola rotonda, moderata dalla giornalista Caterina Cisotto, con Gianmaria Gioga, direttore del Distretto n.1 dell’Ulss 16, Claudio Dario, direttore dell’Azienda Ospedaliera, Vittorina Zagonel, direttore dell’U.O.C. Oncologia Medica 1 allo Iov, Nicoletta Sonino, specialista in endocrinologia.

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Convegno "Progetto Martina" - Martedì 14 maggio 2013

“Prevenzione, salute e rispetto dell’altro. Parte dai giovani il cambiamento culturale”. E’ questo il titolo del convegno che ha concluso gli incontri del Progetto Martina per l’anno scolastico 2012 – 2013 e che si è svolto martedì 14 maggio nell’Aula Magna del Palazzo del Bo a Padova. L’incontro - organizzato dall’Associazione Noi e il Cancro – Volontà di Vivere Onlus in collaborazione con il Comune di Padova, l’Università e l’Azienda ospedaliera - si è rivolto non solo ai ragazzi, ai docenti e ai dirigenti scolastici degli istituti Superiori che hanno partecipato al Progetto Martina, ma anche a tutta la cittadinanza e in particolare ai medici di base e ai genitori. Il convegno ha illustrato anche attraverso testimonianze dirette, i risultati della campagna informativa promossa dall’Associazione a favore di una maggiore consapevolezza e conoscenza per la difesa della salute, con un’attenzione particolare alla percezione del rischio e del rispetto degli altri grazie all’intervento di uno psiconcologo e di un magistrato esperto di tematiche giovanili.

 

Il convegno è stato accreditato con due crediti ECM (destinatari: medici chirurgi e psicologi); l’organizzatore di formazione è l’Associazione Medica Patavina.

 

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Convegno "Fertilità dopo il cancro al seno e impatto psicologico" - Lunedì 22 aprile 2013

Potrò ancora avere un bambino? E’ una delle domande che possono affacciarsi alla mente di una donna dopo una diagnosi di tumore al seno. Gli enormi passi avanti fatti dalla ricerca scientifica in questo campo hanno cambiato profondamente, negli ultimi decenni, la risposta a questa domanda. Per fare il punto della situazione dai più diversi punti di vista l’Associazione Volontà di Vivere ONLUS ha organizzato il convegno “Fertilità dopo il cancro al seno. L’impatto psicologico”, che si è svolto lunedì 22 aprile all’Auditorium del Centro Culturale San Gaetano a Padova.

Il convegno ha portato a conoscenza della cittadinanza quanto la ricerca ha messo a punto per un percorso di cura meno aggressivo e per dare speranza di vita e possibilità di maternità alle giovani donne che subiscono cure e interventi per il cancro alla mammella. Possibilità che in passato venivano giustamente negate alla donna per evitare recidive dovute alla tempesta ormonale che la gravidanza mette in atto e che oggi, grazie alla ricerca, si può contenere.

I lavori sono stati introdotti dalla presidente dell’Associazione Volontà di Vivere ONLUS Caterina Tanzella, alla presenza delle autorità istituzionali e sanitarie, quali l'Assessore alle Politiche sociali del Comune di Padova, Fabio Verlato, e il Prof. Pier Franco Conte, direttore di Oncologia Medica II dello I.O.V. Sono intervenuti Lucia Del Mastro, ricercatrice all’I.S.T.T. di Genova, Milvia Boselli, biologa, Cristina Ghiotto, oncologa presso la Breast Unit I.O.V., Fernando Bozza, chirurgo, direttore della Breast Unit I.O.V. e Serenella Salomoni, psicologa, psicoterapeuta, sessuologa e terapia della coppia. Nel ruolo di moderatore, Adriano Fornasiero, primario di Oncologia Medica all’ospedale di Piove di Sacco.

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Corso di Drenaggio Linfatico Manuale“ORIGINALMETHODE” Dr. Emil Vodder – da maggio a ottobre 2011

Nel corso dell’anno 2011 si è tenuto presso la sede dell’Associazione il corso di drenaggio linfatico manuale “Originalmethode” dr Emil Vodder; il corso si è articolato in 5 seminari che hanno impegnato i 13 partecipanti per cinque weekend (dal venerdì pomeriggio alla domenica sera) per un totale di quasi 100 ore, tra lezioni frontali, dimostrazioni tecniche e pratiche di trattamento.

 

INFORMAZIONI GENERALI

 

MODALITA’ E TEMPI DI SVOLGIMENTO

Linfoterapia – Base 1 (da venerdì 13 maggio a domenica 15 maggio 2011)

Linfoterapia – Base 2 (da venerdì 27 maggio a domenica 29 maggio 2011)

Linfoterapia – Terapia 1 (da venerdì 24 giugno a domenica 26 giugno 2011)

Linfoterapia – Terapia 2 (da venerdì 9 settembre a domenica 11 settembre 2011)

Linfoterapia – Terapia 3 (da venerdì 30 settembre a domenica 2 ottobre 2011)

 

Ciascuno dei 5 seminari è stato accreditato con 25 crediti ECM. 

 

DESTINATARI

Fisioterapisti, Infermieri

 

PRESENTAZIONE

Nel 1936 ad opera del Dr. Vodder dopo anni di studi teorici e sperimentali nasce in Francia la tecnica del Drenaggio Linfatico Manuale.

Essa si è resa necessaria non avendo il massaggio classico effetto di drenaggio. Il movimento del drenaggio linfatico, che sposta il carico idrico interstiziale, produce una distensione dei tessuti con effeto calmante. Si ottiene una rigenerazione completa e immediata e un effetto duraturo di riduzione dell’edema. La tecnica, esclusivamente manuale, utilizzata per il trattamento di svariate patologie è giunta in Italia nel 1974 ad opera del Dr. Vodder stesso.

Nel 1983 l’incarico della diffusione e dell’insegnamento in Italia del D.L.M. è stato affidato dal Dr. Vodder alla dottoressa Giardini, medico chirurgo, specialista in medicina interna, che ha contribuito all’applicazione del D.L.M. in campo ospedaliero nell’ambito fisiatrico e riabilitativo.

I successi determinati da questo tipo di trattamento sono ampiamente documentati nei lavori che si trovano presso l’archivio A.I.D.M.O.V.

CORSO DI FORMAZIONE SULL'UMANIZZAZIONE - 12 maggio 2011

Giovedì 12 maggio 2011 presso la Sala Polivalente di Via Diego Valeri si è tenuto il Corso di Formazione sull'Umanizzazione "Come le diverse figure professionali possono favorire il percorso di cura del malato oncologico attraverso la relazione", al quale hanno partecipanto oltre 30 persone.

INFORMAZIONI GENERALI

OBIETTIVI

- Sviluppare le competenze per la gestione delle dinamiche all'interno del gruppo di lavoro

- Potenziare le capacità di ascolto dell'altro e di empatia nel confronto

- Fornire gli strumenti per la comunicazione nel settore Sanitario e in particolare per la comunicazione della diagnosi al paziente.

DESTINATARI

Medici di strutture pubbliche e private, psicologi, infermieri, specializzandi in oncologia e pazienti.

Il corso è stato accreditato con 6 crediti ECM.

 

PRESENTAZIONE

 

La malattia oncologica si inscrive profondamente nel corpo del paziente e porta con sè, oltre a paure ed ansie distruttive, un senso di autosvalutazione, perdita dell’autostima, sensi di colpa e autopunizione, vissuti di perdita di identità. Tutti questi processi legati alla malattia fanno sì che nei pazienti siano presenti esigenze di supporto e sostegno anche dopo che tutte le procedure terapeutiche di carattere medico sono state effettuate.

 

Pertanto la necessità che le cure e l’assistenza ai malati di cancro e alle loro famiglie includano un’attenzione specifica alla variabile psicosociale nel suo insieme, è un importante dato presente da anni in vari Paesi e riportato come elemento di base per poter svolgere attività clinico-assistenziale in oncologia.

 

Di umanizzazione in Sanità si parla da molto tempo ma solo negli ultimi anni si stanno mettendo a punto metodi e strategie per l’implementazione di progetti umanizzanti che includano, oltre alle conoscenze, anche  la  misurazione dell’efficacia degli interventi posti in essere .

 

Una struttura sanitaria è tanto più umana quanto più sa rispettare e difendere la dignità dell’assistito. Per raggiungere questo importante obiettivo si deve innanzi tutto tener conto delle esigenze e dei diritti delle persone, della protezione dei soggetti deboli, ma anche della professionalità degli operatori, della qualità e dell’ adeguatezza dell’ assistenza, in un contesto di ottimizzazione delle risorse.

 

Il corso intende offrire contenuti sui fondamenti teorici che reggono l’umanizzazione ma anche far conoscere esperienze e progetti concreti.

 

DIRETTORE SCIENTIFICO

Prof . Adriano Fornasiero

Medico Oncologo, Prim. U.O. di Oncologia; ULSS 16 - Piove di Sacco

 

RELATORI

Prof. Lodovico Cappellari

Medico Psichiatra, Primario del Dipartimento di Psichiatria; Ospedale di Camposampiero (PD)

 

Prof . Adriano Fornasiero

Medico Oncologo, Prim. U.O. di Oncologia; ULSS 16 - Piove di Sacco

 

Dr.ssa Sylvie Menard

Consulente presso il Dipartimento di Oncologia Sperimentale all'Istituto dei Tumori di Milano

 

Prof.ssa Adriana Negrisolo 

Infermiera, Delegata per il Veneto della Consociazione Nazionale Infermieri

 

Prof. Gioacchino Pagliaro

Dir. U.O.C. Psicologia Clinica Ospedaliera, Dip. Oncologico  A.U.S.L. di Bologna - Prof. a Contratto Psicologia Clinica, Università di Padova

 

Sig.ra Caterina Tanzella

Presidente dell’Associazione “Noi e il Cancro – Volontà di VivereONLUS - Padova

 

Dr. Evelino Trevisan

Psicologo, Psicoterapeuta, Psiconcologo Esperto; responsabile del servizio di Psiconcologia dell’ Associazione Noi ed il Cancro – Volontà di Vivere -Padova

 

Dr.ssa Vittorina Zagonel

Direttore U.O.C. Oncologia Medica 1, Ist. Oncologico Veneto, IRCCS, PD

 

 

Nelle foto, alcuni momenti dell'evento.

Convegno "Progetto Martina" - 11 aprile 2011

Alla presenza delle autorità provinciali, comunali, universitarie e sanitarie lo scorso 11 aprile si è tenuto presso l'Aula Magna "Galileo Galilei" del Bo il Convegno "Progetto Martina"; l'evento è stato l'occasione per presentare alla cittadinanza il lavoro di informazione e prevenzione sui tumori giovanili svolto dall'Associazione per l'anno scolastico 2010/2011.

Particolarmente significativi i "numeri" di questa attività, coordinata dalla nostra volontaria Annamaria Cavezzana, referente dell'Associazione per il Progetto Martina: da ottobre 2010 ad aprile 2011 sono stati organizzati - grazie alla collaborazione di 15 medici specialisti - 22 incontri in 18 istituti Superiori ai quali hanno assistito 2000 studenti delle classi IV e V

Erano presenti al convegno alcuni dei professionisti in Dermatologia, Urologia e Ginecologia- Senologia che hanno brevemente illustrato gli argomenti trattati nel corso delle lezioni

Siamo sempre più fieri di aver dato i natali al Progetto Martina e di vedere come i giovani apprezzano le informazioni sulla salute e sulla prevenzione che ricevono dai bravissimi professionisti che collaborano con noi. 

 

Nelle foto, alcuni momenti dell'evento.

CONVEGNO "HIGHLIGHTS NEL CARCINOMA DELLA MAMMELLA", 18 giugno 2010

Venerdì 18 giugno 2010 presso l'Auditorium San Gaetano a Padova, si è tenuto il Convegno medico "HIGHLIGHTS NEL CARCINOMA DELLA MAMMELLA", che ha visto la partecipazione di più di 150 persone.

Presto online la recensione e commenti alla giornata.

INFORMAZIONI GENERALI:

Obiettivo: conoscere e far conoscere lo Stato dell'arte di quanto necessario alla cura del tumore al seno.

Destinatari: Medici, Psicologi, Fisioterapisti, Infermieri, pazienti e familiari

All'evento sono stati assegnati 4 CREDITI ECM.

 

Il Convegno, oltre a fare il punto sullo Stato dell'Arte riguardo alle varie fasi di cura della malattia, dalla prevenzione primaria e secondaria alla diagnosi del tumore alla mammella, alla riabilitazione psico-fisica, ha voluto stimolare le varie Istituzioni competenti e richiamate ad intervenire, a prendere in considerazione i vari aspetti inerenti la patologia della mammella: l'informazione sui rischi e sui comportamenti da assumere, il peso della ricerca scientifica, la possibilità di rendere meno aggressivo il percorso di cura e le innovazioni necessarie.

 Alcuni esempi sono:

- fare il punto della situazione nell'ambito della ricerca e della prevenzione primaria e secondaria,

- l'utilizzo della Risonanza Magnetica a priori per evitare un "secondo" intervento con relativo risparmio di risorse, come l'uso della IORT in radioterapia che si risolve in un'unica applicazione evitando al paziente i trenta giorni di stress),

- un aggiornamento dei LEA per i controlli e la cura farmacologica degli effetti collaterali dovuti alla chemio-ormonoterapia ( neuriti, osteoporosi...)

- le nuove metodiche chirurgiche demolitive e ricostruttive della mammella

- il sostegno psicologico per un recupero globale del paziente

- una corretta riabilitazione fisica che tenga conto anche del trattamento delle cicatrici, spesso motivo di sofferenza

Il Convegno ha voluto essere un'ottima opportunità, oltre che formativa, anche informativa per chiunque abbia partecipato, in quanto la persona informata è più capace di scegliere il migliore percorso di cura per se stesso o per gli altri.

Riteniamo che queste attenzioni renderebbero l'organizzazione sanitaria e la rete degli enti che collaborano, più rispettose dei bisogni e della dignità degli assistiti, in quanto terrebbero conto delle esigenze e dei diritti delle persone che attraversano un momento di debolezza. Inoltre lo scopo è un miglioramento della qualità e dell'adeguatezza dell'assistenza, in un contesto di ottimizzazione delle risorse.

 

Convegno "Progetto Martina" - 28 Aprile 2010

E' stata una mattinata bellissima quella in cui si è svolto il Convegno dedicato al nostro "Progetto Martina", presso l'Aula Magna del Bo.

 

Nelle foto: alcuni momenti della mattinata

CORSO DI FORMAZIONE PER LE VOLONTARIE: COME METTERSI IN RELAZIONE CON IL MALATO ONCOLOGICO - da ottobre 2009 a febbraio 2010

La formazione del volontario non propone l'adattamento delle persone ad un ruolo predefinito, ma la comprensione di sé rispetto al ruolo assunto; la formazione diventa  in questa accezione un importante processo che, attraverso la trasmissione di conoscenze e l'acquisizione di competenze, porta ad un cambiamento più profondo della persona. Permette di individuare le difficoltà incontrate dal volontario nella sua assistenza al malato, o nella sua attività quotidiana, favorendo l'espressione delle ansie, dei timori e delle tensioni. Il risultato è quello di una nuova consapevolezza del proprio "essere con l'altro" (paziente, famiglia, Associazione) e del proprio "essere con se stesso". In conclusione il percorso di formazione dovrebbe fornire ai volontari stimoli utili per riconoscere e promuovere la dimensione del gruppo come luogo di incontro, scambio, condivisione e crescita per tutti.

All'interno del gruppo il volontario impara ad ascoltare, ad accogliere i vissuti espressi senza giudizio o disapprovazione, a riconoscere che possono esserci molti modi per sentire ed esprimere le proprie emozioni e le proprie esperienze. L'esperienza di gruppo crea un'atmosfera di appoggio e di contenimento dei vissuti, aiuta il volontario a conoscersi meglio, rinforza il senso di appartenenza al sistema che lo sostiene e lo accoglie, promuovendo la nascita e il consolidamento di un'identità di gruppo. La formazione si propone anche come momento di comunicazione tra il volontario e l'Associazione, fondamentale per sostenere la motivazione a rimanere. E' un importante momento di scambio che permette al volontario di considerarsi parte attiva della struttura e permette all'Associazione di identificare nuovi bisogni ed individuare momenti di stallo o di crisi.

 

La disponibilità a confrontarsi con la sofferenza della malattia, a relazionarsi con gli aspetti personali, a partecipare con umanità al disagio altrui,  è forse la componente più preziosa dell'attività del volontariato parasanitario.

Questa disponibilità, che nell'ambito del volontariato costituisce sempre un atto solidale, spontaneo,  gratuito, disinteressato, viene da più parti considerata essenziale per ottenere la tanto auspicata "umanizzazione delle cure" negli ospedali.

Questo desiderio di fare del bene a chi soffre nella malattia ha in sé un grande valore etico e morale, ma deve essere necessariamente gestito e protetto dal rischio di dissolversi ed esaurirsi, dal pericolo di veder irrimediabilmente trasformata una virtù che arricchisce in una fonte di disagio che paradossalmente diviene tanto più consistente quanto maggiore è la disponibilità al coinvolgimento emotivo.

Serve allora un contenitore che stemperi le emozioni e che aiuti a comprendere meglio, che favorisca il confronto sereno con i propri simili, con coloro che sono impegnati nello stesso progetto. Servono un tempo ed uno spazio dove elaborare ciò che è accaduto ed apprendere dagli errori.

Il gruppo Balint è un eccellente strumento formativo che consente di assolvere con pienezza a questa necessità: non è un gruppo di psicoterapia, ma di formazione, finalizzato all'apprendimento consapevole di conoscenze e competenze, attraverso il modello maieutico socratico, cioè l'arte del far nascere e crescere, l'arte della dialettica. Crescere perciò attraverso la comunicazione, favorire lo sviluppo, la maturazione di potenzialità inibite o represse, l'elaborazione delle proprie risorse attraverso il confronto.

L'Associazione ha deciso di organizzare ogni anno un Corso di formazione specifico per i volontari in ambito oncologico.

Gli incontri saranno organizzati secondo una logica interattiva tra i partecipanti, offrendo stimoli di riflessione riguardo ad alcune tematiche specifiche e non come classiche lezioni frontali. Alcuni incontri saranno anche dedicati alla discussione di casi incontrati dai volontari durante la loro esperienza, secondo il modello "Balint".

 

I lavori sono stati coordinati dalla psicologa Dr.ssa Chiara Vitalone e dallo psiconcologo Dr. Evelino Trevisan.

CORSO DI FORMAZIONE SULL'UMANIZZAZIONE "LA PATOLOGIA ONCOLOGICA: ELEMENTI METODOLOGICI, SANITARI, PSICOLOGICI E LEGALI PER LA GESTIONE EFFICACE DELLA COMUNICAZIONE MEDICO-PAZIENTE"

PER SPECIALIZZANDI IN ONCOLOGIA, MEDICI OPERANTI IN STRUTTURE PUBBLICHE E PRIVATE, INFERMIERI E PSICOLOGI

VENERDì 13 E SABATO 14 NOVEMBRE 2009

presso la Sala Polivalente in Via Valeri a Padova

La necessità che le cure e l'assistenza ai malati di cancro e alle loro famiglie includano un'attenzione specifica alla variabile psicosociale nel suo insieme, è un dato presente da anni in vari Paesi e riportato come elemento di base per poter svolgere attività clinico-assistenziale in oncologia.

Di "umanizzazione" in Sanità si parla da molto tempo ma solo negli ultimi anni si stanno mettendo a punto metodi e strategie per l'implementazione di progetti umanizzanti che includano, oltre alle conoscenze, anche  la  misurazione dell'efficacia degli interventi posti in essere .

Una struttura sanitaria è tanto più "umana" quanto più sa rispettare e difendere la dignità dell'assistito. Per raggiungere questo importante obiettivo si deve innanzi tutto tener conto delle esigenze e dei diritti delle persone, della protezione dei soggetti deboli,  ma anche della professionalità degli operatori, della qualità e della adeguatezza dell'assistenza, in un contesto di ottimizzazione delle risorse.

Il corso ha inteso offrire contenuti sui fondamenti teorici che reggono l'umanizzazione ma anche far conoscere esperienze e progetti concreti.

IL CORSO, GRATUITO, E' STATO ACCREDITATO CON 9 CREDITI ECM PER MEDICI, PSICOLOGI E INFERMIERI.